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I titoli di testa dichiarano finalmente le origini di quello che ormai è il “western all’italiana”. Con il grande senso dell’ironia che gli era proprio Leone non solo fa sforacchiare graficamente il proprio nome dalle pallottole ma apre e chiude il film con due campi lunghissimi. Non sono le inquadrature più frequenti nel cinema del regista che ha fatto del primissimo piano e del dettaglio una propria cifra stilistica sfidando il padre del western John Ford che affermava di non voler vedere “peli del naso su uno schermo di quindici metri”..

La sceneggiatura, suddividendo la narrazione in capitoli dedicati a personaggi diversi della prima comunità francescana e grazie a una sentita adesione di Elio Germano e di Jeremie Renier ai reciproci personaggi, ci pone di fronte ad un dilemma che attraversa i secoli e si ripropone costantemente sia in movimenti religiosi che laici. Francesco, eccone un altro. Il soggetto è indubbiamente fonte molteplice di ispirazione.

Questo tipo di messaggi sono spesso dei gesti carini, e fatti in totale buona fede forse senza pensare al tempo che costa un noiosissimo post di undicimila battute, ma la risultante è molto meno gentile di quello che lo scrivente ritiene. Perché io mi sono fatta un mazzo tanto a gratis e desidero che se vieni a commentare lo fai per dire delle cose serie Se i post seri ti annoiano, hai sbagliato a perderci tempo. Non è una questione che mi riguarda né mi interessa.

Blair Waldorf (Leighton Meester): Ricchissima, sempre elegante, sogna di essere Audrey Hepburn. arrivista, classista, servita e riverita, ma a dispetto di quello che si può pensare di lei, in fondo ha un cuore. innamorata perdutamente di un ragazzo irraggiungibile, Chuck Bass, ma è consapevole che una relazione duratura con lui è praticamente impossibile.

Tutti i tentativi di Bernabè di portare un nuovo partner industriale, da Naguib Sawiris fino a China Telecom, sono stati respinti. Il divorzio era dunque solo questione di tempo. Anche perché quei risultati che invece Telco voleva, sul fronte operativo, tardavano ad arrivare.

La Première toile La Prima Stella arriva invece dalla Francia e segna il debutto da regista all’attore doppiatore Lucien Jean Baptiste. Ambientata negli anni ’80, la pellicola narra le disavventure di un padre che deve dimostrarsi e dimostrare alla famiglia di saper gestire una vacanza sulla neve. Dominio quasi esclusivo dei bianchi, la settimana bianca diventa per Lucien Jean Baptiste company una forma di riscatto sociale e culturale..

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