Hogan&S Alley Ben Hogan

Senza cercare di deviare in nulla dalla struttura narrativa classica hollywoodiana Qualcosa di straordinario, vuole assolutamente essere ordinario. Il film romanza con poca audacia e contemporaneamente poca ricerca di una fedeltà estrema ai fatti (nonostante alla fine del film compariranno i volti dei veri protagonisti accanto a quelli degli attori che li hanno impersonati), una storia ben nota al suo pubblico primario, cioè quello statunitense. Non è infatti la corsa verso il finale o il lento concedere informazioni sui fatti ripresi il centro di Qualcosa di straordinario, quanto tutto ciò che si è creato a latere dell’evento..

35 enne, tedesco, androide nel film di fantascienza di Ridley Scott Prometheus, e premiato con una più che meritata Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile alla 68 Mostra Internazionale del Cinema di Venezia grazie al film Shame, Michael Fassbender, visto più e più volte nudo in sala, tanto da suscitare l’ironia di alcuni critici cinematografici (perché Michael avrebbe un Premio Oscar incorporato ad altezza inguine. ), torna così single. Senza motivazioni apparenti e per la gioia delle più celebri colleghe? Probabilmente sì..

Quelli arrivano per davvero con tonnellate di bagagli e tonellate di pretese! Si ritengono ambasciatori di buone intenzioni e buon gusto e dato il loro peso sociale nessuno, finora, ha mai osato gridare loro “fuori!”. Ma sta per succedere e si sa che dopo il primo passo e il primo ad osare. Osano anche gli altri..

A parte il matrimonio della Tronchetti Provera, con elenco dei 1500 (non è un numero a caso, è vero!) invitati e le immagini rubate della cerimonia in chiesa (fossi negli sposi io farei sopprimere chi ha venduto il filmino.) dicevo, a parte questo, impagabile la rubrica sui matrimoni strani: dalla torta a forma di chiesa a 15 piani (“con campanile di panna!” dice esterrefatto il giornalista) al matrimonio sub, e così via. Ma poi, preannuciato dal profetico “Viaggi di Nozze” di Verdone, il matrimonio di cinesi viventi nel bel paese, quello con rito albanese, e mescolato in questo esotismo, quello nazional popolare della coppia napoletana. Con ristorante addobbato e attrezzato con animatrice microfonata.

Il padre di Melfi era vicino all’ambiente malavitoso, sua madre al contrario era molto devota. Come sceneggiatore, Melfi ha curato il remake del classico di Martin Brest Vivere alla Grande. Tra le altre sceneggiature di Melfi troviamo quella di Hit List del 2010, I Am Rose Fatou, la storia di due persone che diventano amanti grazie al phishing.

Be the first to comment

Leave a Reply