Sister Shelly Hogan Ssnd

Un metodo presente anche ne I vinti (1952), dove oggetto d’attenzione è la gioventù europea che, all’indomani della guerra mondiale, è priva di qualsiasi valore etico: un italiano che, coinvolto in storie di contrabbando, rimane vittima della polizia, un inglese psicopatico che per vedere la sua foto sui giornali uccide una povera vecchia, un gruppo di francesi che durante una gita toglie la vita ad un ragazzo per il solo gusto di una tale esperienza.Con un preciso obiettivo critico si presenta anche La signora senza camelie (1953), un film che si muove nelle stesse dimensioni umane che Visconti [ Marxismo e ricerca formale nel cinema] analizza in Bellissima, per giungere attraverso tragitti differenti, alla medesima conclusione: il cinema è un luogo in cui domina l’ipocrisia, ma che esercita sulla povera gente un forte potere di alienazione. Nel film successivo, Le amiche (1954), la capacità di Antonioni di far parlare la psicologia dei personaggi attraverso i comportamenti assume una dimensione corale. L’azione, basata sul romanzo di Pavese “Tra donne sole”, si muove sullo sfondo di una squallida borghesia torinese.

Il 2010 lo vede tornare a far parte di un film di Gabriele Muccino, nel sequel de L’ultimo bacio, Baciami ancora, che si svolge dieci anni dopo il primo e riprende le vite dei protagonisti.Ma Marco Cocci continua ad alternare la musica alla recitazione, pur dimostrando, con le sue buone prove d’attore, che l’Italia è un paese pieno di giovani talenti. E nel film I più grandi di tutti di Carlo Virzì coniuga le sue due passioni interpretando Mao, ex musicista dei Pluto, band livornese dal passato glorioso.Successivamente è nel cast de Il Commissario Zagaria di Antonello Grimaldi, Mr. America di Leonardo Ferrari Carissimi, A testa alta I martiri di Fiesole di Maurizio Zaccaro, Cam Girl di Mirca ViolaTorna al cinema nel 2016 come protagonista nell’opera prima di Orazio Guarino Sp1ral, dove interpreta un regista di successo con una problematica personalità borderline, mentre nel 2017 lo vediamo nelle commedie La mia famiglia a soqquadro di Max Nardari e Lasciami per sempre di Simona Izzo.Inizia in maniera particolare la visita al set di I più grandi di tutti: una partita di calcio tra la squadra della Indiana Productions (che ha lavorato al film di Carlo Virzì) e la Fandango di Domenico Procacci, impegnata sul set del film d’esordio alla regia di Gipi lì vicino.

Per Bergman sostenne con impeccabile disinvoltura ruoli sempre più complessi in Persona (1967), in Passione (1970) e ne L’adultera (1971). Bibi Andersson è apparsa anche in alcuni film americani: fu la vulnerabile eroina al bando nel selvaggio western di Ralph Nelson, Duello a El Diablo (1966), e con la sua interpretazione conferì uno speciale tono provocatorio a Lettera al Kremlino (1970) di John Huston. Va poi ricordata nell’eccentrico Quintet (1979) di Robert Altman e fra i passeggeri in pericolo di Airport 80 (1979) di David Lowell Rich..

Be the first to comment

Leave a Reply